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…tanto per ridere un pò!

Archivio di giugno 2006

Litiga con due uomini, per vendetta li incolla: arrestato

venerdì, 30 giugno 2006

Un californiano ha preso due uomini in ostaggio, li ha spogliati, legati insieme e poi li ha incollati per la bocca con una potentissima colla. Il protagonista di questo strano episodio di violenza si chiama Rene Avila di 36 anni, ed è stato arrestato dopo avere rilasciato i due uomini nella notte.

L’uomo non ha dato nessuna spiegazione del suo strano, quanto pericoloso gesto. “C’è stato un qualche dissidio e lui ha messo della supercolla nelle bocche dei due prima di chiamare la sorella”, ha spiegato Ernest Eskridge della polizia di Los Angeles. La coppia è stata poi trasportata all’ospedale dove i medici hanno provveduto a staccarli.

Arrestato feticista: aggrediva le donne per leccar loro i piedi

venerdì, 30 giugno 2006

Un vero e proprio maniaco del fetish l’uomo arrestato dalla polizia di Manhattan con l’accusa di aggressione, abuso sessuale e arresto illecito di persona. Joseph Weir, questo il nome del feticista che negli ultimi tre, nella metropolitana di New York, ha provato a baciare, toccare e leccare le gambe e le dita dei piedi di più di 70 donne.
L’uomo, 23 anni compiuti, si è di fatto costituito alle forze dell’ordine dopo aver fornito loro una dettagliatissima confessione scritta nella quale giustifica il proprio comportamento: “Il mio unico scopo era quello di farle ridere e aprirle a parlare con me”.
Un modo di certo insolito di socializzare quello usato da Weir: prima fermava le sue vittime con una scusa e poi, bloccate le gambe delle poverette, baciava i loro piedi. Se verrà giudicato colpevole, e le probabilità sono molto alte, finirà in carcere. Per il momento si gode comunque la libertà. L’uomo, evidentemente benestante, ha infatti preferito pagare una cauzione di 60mila dollari.
Nella sua confessione, piena di errori grammaticali, Weir, riporta i particolari degli approcci. “Mi inginocchiavo, prostravo, afferravo loro i piedi e li baciavo. Prendevo le loro mani e dicevo loro: “Sei così bella, non sono degno di te. Non do mai il mio vero nome. Se me lo chiedono dico di chiamarmi Anthony, Jason o Careem”.
“Alcune donne – ha commentato quasi stupito Weir – mi hanno dato calci e poi hanno incominciato ad urlare. L’ho fatto con circa 70 donne, la maggior parte di colore”. Il giovane, che nella confessione ha detto ai detective di vivere con i genitori e due sorelle, attende ora che la corte si pronunci. Il verdetto arriverà il prossimo 26 giugno.

Fresche…da morire

giovedì, 29 giugno 2006

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SENZA ZUCCHERO:
per non concedere nulla al piacere di succhiare

DISPONIBILI NEI TIPI: Vecchio Testamento, Nuovo Testamento e prossimamente Tutti i Salmi.

L’unica caramella che cambia davvero il gusto della vita … e non solo nella bocca!

L’uccelletto

giovedì, 29 giugno 2006

Era d’Agosto e il povero uccelletto
ferito dallo sparo di un moschetto
ando’, per riparare l’ala offesa,
a finire all’interno di una chiesa.
Dalla tendina del confessionale
il parroco intravide l’animale
mentre i fedeli stavano a sedere
recitando sommessi le preghiere.
Una donna che vide l’uccelletto
lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si senti’ un pigolio:
cio cio, cip cip cio
Qualcuno rise a ‘sto cantar d’uccelli
e il parroco, seccato, urlo’: “Fratelli!
Chi ha l’uccello mi faccia il favore
di lasciare la casa del Signore!”

I maschi, un po’ sorpresi a tal parole,
lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lascio’ il confessionale
e: “Fermi – disse – mi sono espresso male!
Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”

A testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte uscirono pian piano.
Ma mentre andavan fuori grido’ il prete:
“Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l’ha preso in chiesa!”

Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzaron tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.
“Per tutti i Santi – grido’ il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l’equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi e’ cosi’ villano
da stare in chiesa con l’uccello in mano!”

Ben celata in un angolo appartato,
una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci manco’ poco si sentisse male,
e con il volto di un pallore smorto
disse: “Che ti dicevo ? Se n’e’ accorto!”

Fonte: Trilussa

Berlusconi in gita

giovedì, 29 giugno 2006

Berlusconi porta in campagna due illustri ospiti, il Primo Ministro indiano e il Primo Ministro turco. Dopo un po’ si accorgono di aver perso l’orientamento e, vista l’ora tarda, Silvio prende in mano la situazione.

- Consentitemi cari ministri, ho intravisto una fattoria dove
troveremo un rifugio sicuro.

Arrivati alla fattoria Silvio bussa alla porta:

TOC TOC
- Chi è? Chiede la voce del proprietario
- Sono Berlusconi… sono qui con due amici e ci siamo persi, ci ospiterebbe per una notte?
- Volentieri, ma ho solo 2 posti letto, qualcuno dovrebbe dormire nella stalla…
- Nessun problema, andrò io, si offre il ministro indiano.
- Buonanotte… buonanotte

TOC TOC
- Chi è?
- Sono il ministro indiano, nella stalla c’è una mucca e io non sono degno di dormire nello stesso luogo dove dorme un animale considerato sacro dalla nostra religione.
- Nessun problema, andrò io, dice il ministro turco.
- Buonanotte… buonanotte

TOC TOC
- Chi è?
- Sono il ministro turco, nella stalla c’è un maiale e la nostra religione vieta di stare nella stesso luogo di un animale impuro.
Si fa avanti Berlusconi e va bene, andrò io…
- Buonanotte… buonanotte

TOC TOC
- Chi è?
“OINK ! OINK !!!…MUUUUUUU…..MUUUUUUUUUUUUU!!!!!”

Quattro mamme cattoliche

giovedì, 29 giugno 2006

Quattro mamme cattoliche, molto cattoliche, sono sedute a bere un tè e a parlare dei loro figli.
La prima dice alle altre: Mio figlio è prete. Quando entra in una stanza, tutti gli dicono: “Reverendo Padre”
La seconda dice, con la vocina suadente: Ah, si? Pensa che mio figlio è vescovo, e quando entra in una stanza tutti gli dicono: “Vostra Eccellenza”
La terza allora abbassa la tazza e dice: Non vorrei disilludervi, ma mio figlio è cardinale e quando entra in una stanza, tutti gli dicono “Vostra Eminenza”
La quarta mamma cattolica, in silenzio, continua a bere il suo tè. Le altre la guardano e aspettano quello che ha da dire e lei, ad un certo punto, smette di bere e dice: Mio figlio è bellissimo, è alto 1,90, muscoloso, veramente stupendo e fa lo spogliarellista. Quando entra in una stanza, tutti dicono:
Oh, DIO!

Che rapporto hai col tuo cellulare?

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